Enza Levaté

 1525139_731277553550045_1299830096_nSono nata un tot di anni fa, da una famiglia “umida ma onesta”, come amava dire in un famoso sketch il mio amato conterraneo Massimo Troisi.  Mia madre, MADRE  di quattro figli, mio padre, venditore ambulante in “Apecar”. Spesso lo accompagnavo: sarà nata così la mia passione per i viaggi fisici e metafisici per mete “altre”. A 7 anni mi hanno catapultata a Settimo Torinese.

All’inizio ho sofferto ma poi mi sono ambientata….Attracco avvinghiata ad un’umida nuvola bianca/straniera/da ore pesanti di grigio metallo travolta/grovigli sudati di membra sbiadite in convogli d’estate/e occhi infossati sul giallo di facce scarnite/Scappare Evadere Nascondersi …Tornare/ .

A 13 anni ero militante nei collettivi femministi locali, a 16 anni ero rappresentante degli studenti per il polo della mia area geografica, a 18 anni mi sono diplomata in corrispondente in lingue estere e a 19 sono partita per Londra . A Londra ci resto 10 anni, seguendo l’iter obbligato: babysitter, lavapiatti, cameriera, e poi insegnate di italiano, agente di viaggio, assistente domiciliare, assistente universitaria… Frequento inizialmente miei connazionali e poi intellettuali , artisti e rappresentanti di altre categorie del genere umano provenienti da ogni angolo del mondo. Nel frattempo seguo i corsi di lingua inglese e formazione per adulti in: psicologia, sociologia, arti grafiche, gioielleria, TEFL, canto jazz…Qualche viaggio per l’Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Infine mi laureo alla University of London in Antropologia Sociale e riparto, di nuovo per conto mio,  per il Sud Est Asiatico. La mia meta è l’India. In realtà mi fermo in Tailandia un anno, con tappe periodiche in Malesia. Vivo di risparmi e baratto, corsi di lingua inglese con vitto e alloggio di vari b&b. Nelle zone di  confine con la exBirmania, seguo per alcune settimane un antropologo americano nei suoi studi con le popolazioni Hakka.  Altri incontri, storie,viaggi e poi torno in Italia nel 1993.

Mi sono unita al gruppo Almateatro poco dopo il mio ri-approdo a Torino, partecipando al primo spettacolo, Righibè,  in cui si analizzava l’identità in trasformazione nei processi di migrazione. Perfetto per me, da un punto di vista accademico e soprattutto personale poiché io per prima, immigrata multipla, mi sentivo in quel momento più che mai persa, spaesata, alienata. E poi potevo  ritrovarmi  in un contesto cosmopolita, a cui ormai i miei anni londinesi mi avevano irrimediabilmente abituata. Professionalmente, attraverso Almateatro  ho avuto modo di  sperimentare la mia formazione antropologica e linguistica utilizzando l’attività espressiva del teatro. Oltre ad essere attrice in diversi spettacoli, svolgo laboratori in scuole di ogni ordine e grado, in spazi di comunità e nell’ex Penitenziario Le Nuove. Curo la rassegna Alma Passioni Teatrali e progetto il percorso di ricerca e la realizzazione di CD legati alla prima infanzia. Nei primi tempi oltre al lavoro con Almateatro collaboro con la compagnia “I 5 Continenti” di Renato Giuliani e svolgo per qualche anno laboratori con le giovani Rom  presso l’Istituto di Pena minorile Ferrante Aporti; Partecipo a ricerche relative a contesti femminili legati al mondo dell’immigrazione.  Collaboro con Villa 5 – Arte delle donne a Collegno .

Seguo diversi corsi di formazione di animazione interculturale, educazione ambientale,  tecniche teatrali e di teatro-musica e Teatro Forum (con Marco Baliani, Ambra d’Amico, Dah Teather…)

 Oggi conduco: laboratori e conferenze-spettacolo  combinando elementi di antropologia sociale e relazioni interculturale con attività espressiva di teatro/musica; laboratori teatrali in ambito interculturale; laboratori di attività espressiva per insegnare inglese e per l’apprendimento della lingua italiana. Svolgo quest’ultima attività presso il Centro Interculturale delle donne Almamater di Torino, varie scuole e CTP, il Centro Interculturale di Torino,  alcuni Enti di formazione,  i centri di accoglienza per  rifugiati. Nel 2009 ho realizzato  lo spettacolo Il sogno del baccalà e altre storie  di cui ho  curato testo e regia con la partecipazione di alcuni studenti rifugiati ospiti del campo Croce Rossa di Settimo Torinese

 

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