Gabriella Bordin

Immagine 189Sono nata a Torino nel 1952 da una coppia, come si usa dire oggi “mista” : padre veneto emigrato in Piemonte, madre biellese. La lingua parlata in famiglia era l’Italiano poiché, se si usavano dialetti, non ci si comprendeva.

Sono cresciuta in questa città e qui ho studiato fino a conseguire la Laurea in Pedagogia nel 1977. Ho frequentato l’Università lavorando come insegnante elementare dal 1971 fino agli anni 80 nelle  scuole torinesi a tempo pieno,allora sperimentali, e nelle scuole fuori città, in campagna, dove esistevano ancora le pluriclassi.

Per ragioni anagrafiche mi sono trovata  a vivere  le trasformazioni sociali, culturali, politiche della Torino di quegli anni…anni intensi, atmosfera in continua fibrillazione: il boom economico, l’emigrazione italiana interna, il ’68, l’occupazione delle case, quella delle scuole, il  ’77, gli anni di piombo, la fame di partecipazione, le lotte nelle fabbriche,il femminismo il desiderio di “cultura di base” la controcultura, il teatro politico, il “terzo teatro”, l’animazione teatrale nelle scuole e nei quartieri, i collettivi, i gruppi…l’informazione sempre più allargata verso il mondo, le stragi italiane, di cui ancora oggi non è dato sapere quasi nulla. Essere giovani in quegli anni era impegnativo….molti si sono persi… molti si sono arricchiti.

 Io ho cercato di seguire ciò che mi attraeva di più. E allora il teatro. Quello che si andava delineando : il teatro/danza con la scuola “Bella Hutter” diretta da Anna Sagna dal ’79 all’’83, il Laboratorio Teatro Settimo con cui ho lavorato intensamente dall’85 al ’91 partecipando a quattro spettacoli come attrice e contribuendo, come operatrice culturale, a realizzare quel nuovo clima teatrale portatore di  iniziative, festival, collaborazioni e reti di rilievo nazionale ed internazionale. E poi il teatro al femminile con “Divina” e con le produzioni di  lavori quali ”Cassandra” da C. Wolf ed “Emily e Thérèse” in cui sono attrice e mi occupo anche della  regia e in parte della drammaturgia. Dalla somma di queste esperienze deriva il mio interesse verso un lavoro teatrale attento ai processi oltre che ai prodotti .

Nel 91 nasce la mia prima figlia e mi sposo.

Alla fine del ‘93 nasce Almateatro . Il primo spettacolo di Almateatro va in scena l’8 marzo del’94 al Teatro Adua di Torino. Io partorisco la mia seconda figlia dieci giorni dopo.

Dal 1994 ad oggi, parallelamente ad altri lavori di regia, di drammaturgia, di conduzione  laboratori, si sviluppa l’avventura umana e professionale “Almateatro” che da laboratorio aperto, luogo di incontro e di scambio tra donne attraverso l’espressione teatrale, si trasforma in gruppo più o meno stabile  di lavoro. Le provenienze sono tante, e di nuovo, come nella mia infanzia in famiglia, per comunicare si usa l’Italiano. Negli spettacoli  lingue diverse e voglia di dire, di produrre pensiero, di essere presenti sulla scena culturale, fuori dagli schemi e con molta generosità, a volte con rabbia, con delusione verso  politiche culturali poco attente che  premiano la banalità e lo stereotipo .

Il modo di lavorare non può che tener conto dei tempi di vita delle donne che sono molto più complicati di quelli maschili. Dunque teatro come processo, oltre che prodotto.

In Almateatro mi occupo di ideazione progetti, organizzazione, conduzione laboratori, regia, drammaturgia, trasporto e facchinaggio.

…E, a proposito di teatro al femminile , dal 2004 ad oggi  sono co-conduttrice e co- regista di laboratori e spettacoli del Progetto “Non mi arrendo,non mi arrendo!” a cura delle donne di S.P.I. C.G.I.L. con la produzione di quattro spettacoli sui temi della resistenza, dei diritti sul lavoro, della salute.  Il progetto coinvolge più di 60 donne in scena.

Dal 2014  si sta lavorando sul tema del rapporto delle donne con il potere. Il debutto avverrà  nel 2015..Inshallah!

 

Top