LA FORESTA CHE CRESCE
in scena sabato 15 luglio, ore 21.30 al Parco della Tesoriera di Torino
in Corso Francia 186-192
ospite della manifestazione Evergreen Fest
Ingresso gratuito

La foresta che cresce è uno spettacolo che si fonda sul dialogo fra giovani italiani, migranti di recente arrivo, e giovani di origine straniera nati o cresciuti in Italia. Affronta il tema dell’immigrazione in una dimensione di crescita per la comunità, come risultato di un percorso artistico e culturale di confronto e riflessione dei partecipanti sulle proprie esperienze. Inserito nel bando MigrArti, indetto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Spettacolo, il progetto è realizzato da Tedacà, Acti, Almateatro, in collaborazione con Isola di Ariel, LVIA, Arte Migrante ed Equilibri d’Oriente, unico progetto teatrale selezionato e finanziato della Regione Piemonte per il settore teatro.

Per informazioni: Tel. +393206990599 - info@evergreenfest.it - www.tedaca.it

Il progetto

Il progetto e lo spettacolo La foresta che cresce sono frutto di un lavoro collettivo curato dalle tre compagnie impegnate nella costruzione del lavoro: Tedacà, Acti e Almateatro che hanno condotto insieme alcuni laboratori teatrali ideati e diretti nel loro processo registico,da Beppe Rosso, Gabriella Bordin e Simone Schinocca, con la collaborazione e consulenza di Valentina Aicardi, Ornella Balestra, Suad Omar, Sara Consoli e Vesna Scepanovic.

I laboratori si sono svolti sul territorio della città di Torino, e hanno visto la partecipazione  di oltre 40 giovani : cittadini italiani, migranti del C.A.R.A. (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) gestiti dalla Cooperativa L’Isola di Arie,l e giovani di seconda generazione coinvolti grazie alla collaborazione con Lvia, Arte Migrante ed Equilibri d’Oriente. Sono stati condotti nelle zone di San Salvario e del basso San Donato, entrambe  caratterizzate da una forte presenza multiculturale.

La presenza della compagnia Almateatro, che ha al suo interno mediatrici impegnate quotidianamente sul tema del dialogo interculturale, e il coinvolgimento dei giovani del gruppo Arte Migrante che praticano inclusione sociale  attraverso una propria metodologia artistica, hanno favorito l’incontro e il dialogo fra i partecipanti ai laboratori,  per consentire il superamento delle paure di cui oggi così tanto si parla: la paura di chi non si conosce e i timori di coloro che affrontano una società del tutto nuova. Due paure che, se affrontate senza mediazioni, possono portare a situazioni sociali caratterizzate da aggressività e talvolta, episodi di violenza.

Durante il laboratorio i giovani hanno sviluppato un percorso di conoscenza e di ascolto verso gli altri e hanno trovato uno spazio in cui esprimere e condividere storie, sensazioni e disagi, creando una costruzione drammaturgica che parte dal loro “vissuto” e dalle loro aspirazioni.

L’arte scenica diventa strumento di dialogo, affronta e supera il  possibile conflitto che può essere generato da modelli di pensiero diversi tra loro. Attraverso la conoscenza e il dialogo si abbattono gli stereotipi, si sperimenta l’alterità  non come problema, ma come un bene prezioso in una prospettiva di maturazione per tutta la comunità.

Fondamentale, a tal proposito, la presenza dei giovani di seconda generazione che, per la loro esperienza di vita, si pongono in modo naturale  come  “ponti” tra due società,  fornendo attraverso la proprie riflessioni uno sguardo nuovo e un’idea di futuro che supera le paure. Il loro apporto  è  ancora più attuale oggi qui in Italia, in un momento storico di dibattito e di scontro  politico  incentrato sulla proposta di legge sulla riforma della cittadinanza e sul principio dello Ius Soli.

Obiettivo della performance è raccontare non tanto la dimensione delle difficoltà ma delle possibilità. ”Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce” recita un detto popolare. Partendo da questa riflessione il lavoro vuole raccontare il fenomeno migratorio da un altro punto di vista: attraverso storie, amori e desideri di chi oggi, giovane, vive in Italia,  quella  generazione  che possiede il potenziale e l’energia per arricchire di diversità e bellezza la società in cui abita. Lo spettacolo sarà rappresentato sul palco e nel parco, in forma itinerante fra gli alberi secolari del giardino che circondano la Villa della Tesoriera. In scena si miscelano i linguaggi del teatro e della danza, alternati a video testimonianze .